Ep.3 Panico Bidirezionale
Dopo essere passato nel suo appartamento per montare velocemente le tende ed assicurarsi che andassero bene, Allan giunse finalmente da Gonzales. Rispetto alla magnificenza dei cataloghi la struttura che ospitava lo showroom era fatiscente e poco attraente. Tuttavia abbastanza grande da contenere un qualunque mobile che andasse bene a Price. Seguì il percorso indicatogli al punto informazioni e passando tra zona notte,mobili in arte povera e tagliaerba era riuscito a segnare sulla lista abbastanza oggetti da arredare anche una villa di cinque piani. Decise di non perdere comunque tempo a ragionarci su e optò per la consegna veloce di tutto quanto. Montaggio compreso.
In
questo modo entro una o al massimo due settimane avrebbe avuto
l’appartamento arredato quasi al completo, cose inutili incluse. Non lo
dava a pensare Price,ma ci teneva alla sua tana. Se non per altro,almeno
fare bella figura con gli ospiti gli sembrava doveroso.
Era
praticamente ora di cena e il Sabato le code dei take-away o delle
pizzerie si allungavano fino ad invadere la strada. Senza contare che
Allan non aveva ancora sottoscritto nessun abbonamento telefonico e non
si poteva permettere quindi di ordinare online o avere a disposizione una normalissima guida telefonica.
La
cucina era stata comprata ma giaceva ancora nei magazzini del
mobilificio divisa nella sue mille scatole,quindi cucinarsi qualcosa da
soli risultava impossibile. Ecco a cosa sarebbe servita Anita.
Comunque
non c’era tempo da perdere con lo stomaco che brontolava. Sicuramente il Bar di
Tony era troppo lontano dalla parte nord della city. Preso da un raptus di fame
Price entrò nel 24/7 con l’insegna più luminosa alla ricerca di qualche
schifezza da mangiare. La cassa incideva sullo schermo i soliti
caratteri oramai noti ad Allan: PringlesPapx2 , Coke12OZx4 e il dolce…
BountyMaxix1. Totale? Come sempre poco meno di otto dollari. Salito
nella sua auto AP accese la luce di cortesia e iniziò a ingurgitare
velocemente qualche patatina,masticando al ritmo di Jay-Z,che in quel
momento passava in radio. Finito il primo tubo Allan decise di
accompagnare i sorsi di cola con qualche boccata di catrame e nicotina.
“Ma dove cazzo…?!... aaahhah…merda…”. Erano finte le sigarette e,non che
il suo fosse un grande vizio,ma già che era vicino allo shop decise di
scendere per andare a comprarle.
Non l’avesse mai fatto.
Non l’avesse mai fatto.
Un’auto
lo ignorò completamente mentre era intento ad attraversare e la stessa
inchiodò di freno a mano qualche metro più in la,proprio di fronte al
24/7. Due ragazzi scesero dalla vettura e si diressero velocemente verso
l’ingresso con due armi non meglio precisate in mano. A meno di due metri dalla
porta questi si fermarono e aprirono il fuoco. Dopo aver chiaramente
attraversato le tre vetrine,i proiettili devastarono il negozio e tutto
il suo arredamento interno. Tutta la scena durò meno di venti secondi.
Price era incantato,accovacciato dietro una macchina. I suoi occhi erano
fissi sulla stessa Cadillac che aveva maledetto meno di un minuto prima
per averlo sfiorato durante l’attraversamento. ATA 472. Era la targa
del veicolo. Un’immagine oramai fissa nella testa.
La
zona era abbastanza isolata e forse,al momento degli spari,lui era
l’unico passante. Di sicuro fu l’unico che pochi istanti dopo entrò nel
negozio oramai ridotto un colabrodo per constatare la salute del
commesso. Il suo corpo giovane ma definito da quelli che potevano sembrare un paio di anni passati in palestra, era li a terra dietro il
bancone,coperto da schegge e residui vari. Il
cartellino riportava: Jethro King – Store Manager.
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